Metodo CO.CLI.T.E. per dislessia e disgrafia

Il Metodo CO.CLI.T.E.

Il sistema avanza un insieme di azioni educative orientate in senso cognitivo e clinico.
Si caratterizza per modalità di tipo pedagogico e si declina nei tempi e nei modi della globalità delle funzioni umane: motorie, percettive, emotive, intellettive, linguistiche, operative, sociali, secondo alcuni principi:
• partecipazione intellettiva e motivazionale
• globalità delle azioni e loro significato
• continuità sequenziale e fluidità di esecuzione
• ricerca di intenzionalità e automatismi di schemi
Sono dodici item, azioni cognitivo/dinamiche che lavorano sull’organizzazione e la coordinazione del pensiero, attraverso l’uso di schede operative.

Chi legge e scrive è la mente

I termini dislessia e disgrafia fanno riferimento ad un disturbo specifico e sono classificati dai manuali diagnostici tra i “Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)”, ovvero disturbi non derivati, non secondari ad altre patologie, ma primari.
Tra i disturbi della lettura possiamo identificare la dislessia, quale difficoltà strumentale di leggere correttamente e nella giusta fluidità, in assenza di altri impedimenti.
Tra i disturbi della scrittura possiamo identificare la disgrafia, quale difficoltà strumentale di scrivere correttamente e nella giusta fluidità, in assenza di altri impedimenti. La disgrafia comporta, a vari livelli, la disortografia.
Dislessia e disgrafia non coinvolgono l’intelligenza, né la discriminazione visiva delle lettere, né l’attribuzione di suoni a lettere o di lettere a suoni (sarebbero disturbi di discriminazione visiva e di simbolizzazione), ma sono l’espressione di un mancato coordinamento dell’azione mentale di leggere e scrivere in fluidità nel tempo e nello spazio. Infatti il soggetto dislessico/disgrafico non ha difficoltà a discriminare la singola lettera né a scriverla, egli comincia a compiere errori ed esitazioni quando ha a che fare con le parole, ovvero con sequenze di lettere. Alla stessa maniera sbaglia nello scrivere in sequenza, nel memorizzare in ordine, nel battere ritmi, nel parlare rapido o in parole lunghe, nell’eseguire prassie in sequenza, nel seguire consegne plurime o discorsi prolungati… compie cioè errori di coordinamento nello spazio e nel tempo, tali che disturbano l’esercizio delle successioni, procurandogli discontinuità esecutiva e insufficiente coordinamento nell’agire. In questo senso si possono definire i DSA come disturbi delle funzioni esecutive.
Leggere e scrivere è azione complessa e simultanea a carico di processi simbolici, percettivi, intuitivi, grafo motori, neuromotori, linguistici e culturali: il loro sequenziale ordinamento è regolato dalla mente e dal sistema nervoso centrale. Quindi dislessia e disgrafia constano di disturbi cognitivi, nel senso di mancato coordinamento sequenziale di azioni integrate, pertanto si configurano anche come forme di disprassia sequenziale. Tali stati disprassici si rivelano anche in altri comportamenti presenti negli stessi individui: disprassie motorie, percettive, grafo motorie, mnestiche, verbali, spazio temporali in genere.
Dislessia e disgrafia si accompagnano quasi sempre a difficoltà nel calcolo e nella comprensione dei testi, nell’insieme si denota una sindrome poliedrica che assume tratti pervasivi in relazione alle attività del leggere, scrivere, contare, organizzarsi nel tempo e nello spazio (anche difficoltà con la linea del tempo e la linea dei numeri e impaccio con l’orologio), nel linguaggio (incapacità di seguire ordinatamente una sequenza verbale lunga, sia di ascolto che del proprio eloquio), nella motricità (goffaggine, insufficiente fluidità motoria e difficoltà nelle sinestesie), nell’orientamento, nella memoria: non siamo in presenza di deficit di memoria, ma di difficoltà nell’evocare il ricordo in maniera temporalmente ordinata, si inciampa cioè nella memoria d’ordine, o sequenziale. Inoltre accurati esami clinici dimostrano che la sindrome DSA comporta sempre un qualche interessamento della dominanza laterale, palese o appena percepibile negli schemi motori e nelle prassie rapide o crociate, infatti la dislateralità è in conflitto con la lettura, la scrittura di numeri e lettere, le numerazioni, l’incolonnamento, il calcolo…
Per riassumere, in tutte le persone con DSA troviamo un disturbo della successione in

  • Sequenze motorie
  • Sequenze percettive
  • Parlare/ascoltare
  • Leggere/scrivere
  • Comprensione dei testi
  • Ricordare
  • Movimento nella linea del tempo e dei numeri
  • Sequenze di pensiero

Cosa fare

Si propone un Progetto Educativo Individuale della durata di tre mesi, intensivo, orientato allo sviluppo di tutte le funzioni implicate nella lettura e nella scrittura, da condurre con forte aderenza alle condizioni individuali e con estensione all’intera curvatura delle competenze umane. Una pratica ecologica e dinamica che si esplica in molte aree funzionali e che prende la dimensione di un vero e proprio trattamento abilitativo, con interventi e azioni su area motoria, area percettiva, area emotiva, area intellettiva, area linguistica e comunicativa, area numerica e del calcolo, area della lettura e della grafo motricità, area del pensiero, area della memoria, con il coinvolgimento e la collaborazione della scuola e della famiglia.
Vedi anche:
http://www.studiofeuerstein.it/valutazione-e-trattamento-di-dislessia-e-disgrafia/
Per ulteriori informazioni:
www.istitutoitard.it