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Corsi e seminari per adulti

APPLIC’azione
Incontro di approfondimento per applicatori che abbiano seguito almeno un corso di primo livello del metodo Feuerstein (standard o basic)

2 dicembre h 9.00 – 13.00, 14.00 – 16.00
Docenti: dott.ssa Nicoletta Bosco e prof.ssa Loredana Alajmo, formatrici senior associate al Feuerstein Institute di Gerusalemme.
Sede: Studio per l’Apprendimento Mediato, via Isonzo 68, Udine.
Costo: 50€
Le iscrizioni chiudono sabato 17 novembre 2018. Per iscriversi compilare il modulo allegato e inviarlo, insieme alla ricevuta del bonifico, all’indirizzo nicolettabosco@studiofeuerstein.it.

 

Dopo la formazione in cui si apprende in presenza di un formatore, a volte accade di applicare il metodo in contesti in cui ci si trova da soli.
Noi pensiamo che sia utile, se non necessario, sperimentare che la cooperazione e la condivisione sono condizioni essenziali per confrontarsi, approfondire
ed individuare insieme le modalità attraverso cui è possibile potenziare le abilità cognitive dei discenti.
Proponiamo una giornata dedicata esclusivamente agli applicatori per riprendere ed approfondire alcuni aspetti della teoria del prof. Feuerstein, confrontare le modalità di applicazione e sciogliere eventuali dubbi. Accoglieremo volentieri le vostre proposte.
Insieme si lavora in modo più proficuo, si acquisisce sicurezza e … ci si può anche divertire.

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Modulo iscrizione APPLIC’azione


 

FEUERSTEIN E LE DISCIPLINE SCOLASTICHE
Giornata formativa dedicata ai genitori e a chiunque
sia interessato a conoscere il metodo Feuerstein

17 marzo h 9.00 – 13-00, 14.00 – 16.00
Partecipazione gratuita. Per il pranzo verrà organizzato un servizio di catering, a carico dei partecipanti (il costo verrà comunicato in seguito).
Le iscrizioni chiudono domenica 2 marzo 2018. Per iscriversi compilare il modulo allegato e inviarlo all’indirizzo nicolettabosco@studiofeuerstein.it.
Sede: Studio per l’Apprendimento Mediato, via Isonzo 68, Udine.
Formatrici: dott.ssa Nicoletta Bosco e prof.ssa Loredana Alajmo, formatrici senior associate al Feuerstein Institute di Gerusalemme.

Spesso i genitori si ritrovano a dover affiancare i loro figli nello svolgimento dei compiti scolastici, soprattutto in caso di difficoltà di apprendimento. E’ un lavoro difficilissimo che richiederebbe delle competenze specifiche e che porta a volte al conflitto, tuttavia quando il bambino o il ragazzo non ha ancora raggiunto l’autonomia è inevitabile offrirgli un aiuto.
Nel corso della giornata cercheremo di trasmettere i principi fondamentali del metodo Feuerstein, con un’attenzione particolare alla loro applicazione nelle discipline scolastiche. Si spiegherà come intervenire nello studio facendo riferimento alle funzioni cognitive, che verranno presentate secondo la classificazione di Reuven Feuerstein.

Modulo iscrizione Feuerstein nelle discipline scolastiche

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Corsi per bambini e ragazzi

Impariamo pensandoImpariamo pensando
Per ragazzi della scuola media
mercoledì 10 – 17 – 24 – 31 ottobre, 7 – 14 – 21 – 28 novembre,
5 – 12 dicembre 2018
h 15.30 – 17.30
Docente: dott.ssa Nicoletta Bosco, pedagogista e formatrice al metodo Feuerstein
Costo: 210€

Per affrontare serenamente le difficoltà di uno studio più articolato e complesso è necessario potenziare le abilità trasversali, prerequisiti all’apprendimento disciplinare. Sulla base di queste, è possibile costruire il proprio metodo di studio, personalizzato ed efficace, che consenta di realizzare in autonomia il proprio successo scolastico e di ottimizzare i risultati.
Il corso è organizzato in dieci incontri della durata di due ore. Per trasferire quanto appreso alle discipline scolastiche si lavorerà anche sul materiale scolastico degli allievi, unicamente a fini esemplificativi (non si tratta di un doposcuola per lo svolgimento dei compiti).

Imparare a scrivere … in preparazione agli esami di maturità
per ragazzi del triennio della scuola secondaria
mercoledì 13 – 20 – 27 marzo, 3 – 10 – 17 aprile 2019
h 14.30 – 16.30
Docente: prof.ssa Loredana Alajmo, insegnante di storia e letteratura e formatrice al metodo Feuerstein
Costo: 140€

Saper scrivere non è un dono di natura, è possibile imparare a comporre testi di varia tipologia per prepararsi all’esame di maturità o per migliorare le proprie competenze.
Il metodo Feuerstein ci aiuta a costruire i prerequisiti cognitivi per scrivere testi in modo coerente e coeso.

L’alfabeto delle emozioni
Laboratorio di riflessione cognitiva sulle emozioni
Per bambini della scuola primaria (7 – 10 anni)

mercoledì 23 – 30 gennaio, 6 – 13 – 20 febbraio 2019
h 15.30 – 17.30
Docente: dott.ssa Nicoletta Bosco, pedagogista e formatrice al metodo Feuerstein
Costo: 110€

Si forniranno al bambino i mezzi per riconoscere e gestire le proprie emozioni con gli Strumenti Feuerstein e con tanta creatività. Come amava dire il Prof. Feuerstein, “cognitivo ed emotivo sono due facce della stessa medaglia, e quella medaglia è trasparente”. Non può esserci un apprendimento efficace se non c’è cura per entrambe le sfere cognitiva ed emotiva. Oltre alle competenze e alle abilità intellettive è necessario quindi anche imparare a utilizzare un altro alfabeto, quello delle emozioni.

Raccontiamoci una storia
Per bambini dai 5 agli 8 anni
martedì 22 – 29 gennaio, 5 – 12 – 19 febbraio 2019
h 16.30 – 18.30
A cura della prof.ssa Loredana Alajmo, docente di storia e letteratura e formatrice al metodo Feuerstein.
L’iniziativa è gratuita per i bambini seguiti individualmente presso lo Studio. Per gli esterni il costo è di 30€ per l’intero pacchetto.

Perché raccontiamstorieoci? La narrazione ha valore in sé da tempi immemorabili e non è sostituibile con le storie “tecnologiche “ che non vanno demonizzate, ma solo avvicinate con prudenza. Proponiamo un raccontare in cui il bambino partecipa ed è guidato all’ascolto attivo formulando ipotesi, interagendo coi personaggi, immaginando mondi diversi. Leggendo o ascoltando storie si vivono più vite e si sviluppano funzioni cognitive essenziali.

Dalla favola alla scienza
Per bambini della scuola primaria
martedì 12 – 19 – 26 marzo, 2 – 9 aprile 2019
h 16.30 – 18.30
A cura della prof.ssa Loredana Alajmo, docente di storia e letteratura e formatrice al metodo Feuerstein, e del prof. Daniele Bosco, docente di scienze e matematica e applicatore del metodo Feuerstein.
L’iniziativa è gratuita per i bambini seguiti individualmente presso lo Studio. Per gli esterni il costo è di 30€ per l’intero pacchetto.

 Gli animali affascinano da sempre i bambini che desiderano interagire con loro alla pari, soprattutto quelli con cui entrano più facilmente in contatto. Innumerevoli sono le favole che hanno come personaggi topi, gatti, leoni e così via. Dal lupo della famosissima Cappuccetto rosso, al cane Argo dell’Odissea, al Leone di Esopo. Proponiamo di partire da questo interesse spontaneo per passare dalle favole alla conoscenza scientifica dei protagonisti senza nulla togliere alla fantasia, al gusto della narrazione, al piacere dell’ascolto condiviso.
Ad esempio passare dalla lettura del Gatto con gli stivali alla conoscenza del gatto come animale, del quale crediamo di sapere tutto, può essere un’esperienza affascinante e creare motivazione sia alla lettura che alla conoscenza scientifica.

Per iscriversi ad ogni singolo corso, inviare il modulo allegato all’indirizzo nicolettabosco@studiofeuerstein.it insieme alla ricevuta dell’avvenuto pagamento.
Tutti i corsi sono a numero chiuso e riservati a piccoli gruppi.

Modulo iscrizione Feuerstein nelle discipline scolastiche

 

 

 

 

 

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Corsi professionalizzanti 2018 / 2019

Lo Studio per l’Apprendimento Mediato organizza corsi di formazione al Metodo Feuerstein – Programma di Arricchimento Strumentale Standard e Basic – di tutti i livelli. I corsi sono professionalizzanti, permettono cioè ai partecipanti di svolgere l’attività di mediatore Feuerstein e di iscriversi all’albo internazionale dei mediatori, gestito direttamente dal Feuerstein Institute. I nostri corsi sono riconosciuti dal Feuerstein Insitute e seguono rigorosamente le indicazioni prescritte, in modo da garantire una formazione seria e completa, mettiamo a disposizione inoltre la nostra quotidiana esperienza nell’applicazione con casi diversi. Al termine del corso i partecipanti riceveranno l’attestato di mediatore a firma congiunta delle docenti e del dott. Rafi Feuerstein, figlio di Reuven Feuerstein e attuale direttore del Feuerstein Insitute di Gerusalemme.
Attenzione: per iscriversi a un corso è necessario aver completato il livello precedente. E’ possibile dunque iniziare la formazione con i corsi \PAS STANDARD 1 o PAS BASIC 1.
A partire da gennaio 2019 sarà possibile utilizzare la carta docente per il pagamento dei corsi PAS standard. I corsi PAS BASIC vengono invece organizzati privatamente dallo Studio.


CORSI GESTITI DALLO STUDIO PER L’APPRENDIMENTO MEDIATO

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ORSO PAS BASIC 1

29 – 30 settembre, 13 – 14 ottobre, 28 ottobre, 10 – 11 novembre 2018
Orari: h 15.00 – 19.00 il sabato, h 9.00 – 13.00, 14.00 – 18.00 la domenica
Sabato 10 novembre h 9.00 – 13.00, 14.00 – 18.00
48 ore complessive

Sede del corso: Studio per l’Apprendimento Mediato, via Isonzo 68, Udine
Docente: prof.ssa Loredana Alajmo, formatrice senior al Metodo Feuerstein
Costo: 630€ comprensivi di iva, materiale didattico, attestato finale a firma congiunta Studio per l’Apprendimento Mediato / Feuerstein Institute – La tariffa ridotta di 580€ è riservata perentoriamente a chi si iscrive entro sabato 15 settembre 2018. E’ possibile pagare a rate: una prima quota di 300€ al momento dell’iscrizione, l’intera quota restante entro il primo giorno di corso. In allegato il programma e il modulo d’iscrizione.

Corso PAS BASIC 2 – UDINE
(rivolto ai mediatori PAS basic primo livello)
9 – 10 marzo, 23 – 24 marzo, 6 – 7 aprile 2019
Orari: h 9.00 – 13.00, 14.00 – 18.00 il sabato
9.00 – 13.00, 14.00 – 17.00 la domenica
45 ore complessive

Sede del corso: Studio per l’Apprendimento Mediato, via Isonzo 68, Udine
Docente: prof.ssa Loredana Alajmo, formatrice senior al Metodo Feuerstein
Costo: 630€ comprensivi di iva, materiale didattico, attestato finale a firma congiunta Studio per l’Apprendimento Mediato / Feuerstein Institute – La tariffa ridotta di 580€ è riservata perentoriamente a chi si iscrive entro sabato 23 febbraio 2019. E’ possibile pagare a rate: una prima quota di 300€ al momento dell’iscrizione, l’intera quota restante entro il primo giorno di corso.
Per iscriversi inviare un’e-mail a nicolettabosco@studiofeuerstein.it


CORSI GESTITI DALL’AIF – Associazione Italiana Formatori

I corsi sono riconosciuti dal MIUR ed è possibile utilizzare la carta docente per il pagamento.
Il costo di ogni corso presso la sede di Udine è di 630€ comprensivi di iva, materiale didattico, attestato finale a firma congiunta Studio per l’Apprendimento Mediato / Feuerstein Institute.
Il costo del corso organizzato a Bari è di 700€ comprensivi di iva, materiale didattico, attestato finale a firma congiunta Studio per l’Apprendimento Mediato / Feuerstein Institute.

CORSO PAS STANDARD 1  – BARI
16 – 17 – 18 novembre, 30 novembre – 1 – 2 dicembre 2018
Orari: h 9.00 – 13.00, 14.00 – 18.00
Docente: dott.ssa Nicoletta Bosco, formatrice senior associata al Feuerstein Institute di Gerusalemme
Sede: Bari (da definire in base al numero di partecipanti)
Per informazioni:
cell. 349 7210983 / 342 5701176,
e-mail: studio.parole.in.mente@gmail.com

CORSO PAS STANDARD 1 – UDINE
12 – 13 gennaio, 26 – 27 gennaio, 9 – 10 febbraio, 23 – 24 febbraio 2019
Orari: h 15.00 – 19.00 il sabato, h 9.00 – 13.00, 14.00 – 18.00 la domenica
Docenti: dott.ssa Nicoletta Bosco e prof.ssa Loredana Alajmo, formatrici senior associate al Feuerstein Institute di Gerusalemme.
Sede: Studio per l’Apprendimento Mediato, via Isonzo 68, Udine.

Per iscriversi:
http://associazioneitalianaformatori.it/corsi-aif-riconosciuti-dal-miur-carta-del-docente/

I dati per risalire al corso sulla piattaforma del MIUR sono i seguenti:

ID corso: 19798
ID edizione: 28355
Titolo: Il Programma di Arricchimento Strumentale di Reuven Feuerstein: PAS classico, primo livello

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 Corso PAS STANDARD 2 – UDINE
(rivolto ai mediatori PAS standard primo livello)
13 – 14 aprile, 4 – 5 maggio, 18 – 19 maggio, 25 – 26 maggio 2019
Orari: h 15.00 – 19.00 il sabato, h 9.00 – 13.00, 14.00 – 18.00 la domenica
48 ore complessive
Docenti: dott.ssa Nicoletta Bosco e prof.ssa Loredana Alajmo, formatrici senior associate al Feuerstein Institute di Gerusalemme.
Sede: Studio per l’Apprendimento Mediato, via Isonzo 68, Udine.

 Corso PAS STANDARD 3 – UDINE
intensivo

(rivolto ai mediatori PAS standard secondo livello)
1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 luglio 2019
Orari: da lunedì a venerdì h 9.00 – 13.00, 14.00 – 18.00
sabato h 8.30 – 13.30
45 ore complessive
Docenti: dott.ssa Nicoletta Bosco e prof.ssa Loredana Alajmo, formatrici senior associate al Feuerstein Institute di Gerusalemme.
Sede: Studio per l’Apprendimento Mediato, via Isonzo 68, Udine.

Si organizzano corsi su richiesta presso il committente,
per gruppi precostituiti e con calendario da concordare
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Percorsi individuali

Il percorso individuale si articola in modo diverso a seconda delle caratteristiche del discente.

Il colloquio conoscitivo
Si tratta di un incontro con i familiari del bambino o ragazzo o con la persona interessata, nel caso in cui si tratti di un adulto. Non prevede alcun impegno economico ed è finalizzato alla reciproca conoscenza. I genitori possono decidere di portare con sè o meno il proprio figlio già in questo primo incontro. E’ importante prendersi tempo e parlare in tranquillità, per capire se il metodo Feuerstein e gli altri programmi cognitivi utilizzati presso lo Studio per l’Apprendimento Mediato possono essere d’aiuto per il caso specifico.

La valutazione dinamica
Nel caso in cui si decida di intraprendere un percorso individuale con il metodo Feuerstein, può essere proposta una valutazione dinamica della propensione all’apprendimento, che, come spiegato in questo sito, nulla ha a che vedere con i tradizionali test di misurazione del quoziente intellettivo (http://www.studiofeuerstein.it/lpad/). A volte si tratta di un passaggio fondamentale per capire come aiutare la persona in oggetto, sia per noi terapisti che per i familiari.

La valutazione funzionale
Se sulla base delle informazioni raccolte nel corso del colloquio emerge un sospetto di dislessia, verrà proposta una valutazione funzionale secondo il metodo CO.CLI.T.E., per individuare un eventuale disturbo dell’apprendimento, le sue caratteristiche e le pratiche educative da seguire per contrastare la condizione dislessica. Il metodo CO.CLI.T.E. permette di migliorare le capacità di letto-scrittura e le abilità fondamentali per l’apprendimento coinvolte senza ricorrere a strumenti compensativi e dispensativi.

Il percorso individuale
Seque la valutazione dinamica o la valutazione funzionale, nel caso in cui si decida di applicare il metodo Feuerstein può essere intrapreso anche senza ricorrere alla valutazione. Si articola in incontri di un’ora, con la frequenza di una, due o tre volte a settimana. Nel caso di ragazzi delle superiori, è possibile organizzare incontri della durata di un’ora e mezza per applicare le strategie mediate attraverso il metodo Feuerstein al materiale di studio.
La durata del percorso è di difficile previsione perché la mente umana non funziona come una “macchina” e sarebbe disonesto promettere risultati in tempi definiti e brevi. Si possono fare delle ipotesti approssimative, considerando che comunque ognuno ha tempi di risposta diversi.
Per quanto riguarda l’applicazione del metodo CO.CLI.T.E. per la dislessia, in genere il percorso dura quattro o cinque mesi con cadenza di almeno due volte alla settimana, seguito da un periodo di mantenimento. Più varie sono le stime per l’applicazione del metodo Feuerstein, essendo le problematiche delle persone che possono trarne beneficio estremamente diverse tra loro.

Percorsi speciali sul metodo di studio
Per ragazzi senza particolari difficoltà scolastiche organizziamo cicli di incontri finalizzati all’acquisizione di un metodo di studio, della durata complessiva di dieci – quindici ore. Non si tratta di un metodo predefinito, bensì partendo dagli strumenti del metodo Feuerstein si trasmettono strategie e comportamenti cognitivi efficaci, sulla base dei quali ognuno andrà a costruire il suo personale metodo di studio, fondamentale per affrontare con serenità gli studi superiori e universitari. Ampio spazio viene dato alle caratteristiche cognitive individuali.

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Percorso sperimentale presso il centro di salute mentale di San Daniele del Friuli

L’associazione Pensando onlus e lo Studio per l’Apprendimento Mediato hanno predisposto e attuato un percorso di potenziamento e riattivazione cognitiva con il metodo Feuerstein per persone seguite dal Centro di Salute Mentale dell’ospedale di San Daniele del Friuli, in collaborazione con la dirigenza medica e il personale sanitario.
Il percorso – svoltosi tra il mese di ottobre 2015 e giugno 2016 – si rivolgeva in particolare a pazienti del centro le cui potenzialità non emergevano pienamente:

  • per mancanza di stimoli,
  • per un funzionamento cognitivo non adeguato
  • che pur avendo possibilità lavorative, non riuscivano a svolgere adeguatamente i compiti loro assegnati sia per difficoltà cognitive che emozionali.

Le pazienti erano tutte ospiti del centro da oltre dieci anni.
La finalità generale del progetto era esaminare l’efficacia di un trattamento di dinamica cognitiva nella riabilitazione di pazienti con disturbi mentali, gli obiettivi specifici erano:

  • migliorare il proprio funzionamento cognitivo;
  • riconoscere l’importanza delle emozioni ed iniziare a gestirle;
  • migliorare l’autostima;
  • socializzare;
  • potenziare alcune funzioni cognitive.

Il percorso si è svolto in due momenti, 23 ore nella prima fase, 28 nella seconda.
Nella prima fase, nonostante la brevità dell’intervento, si sono riscontrati micro cambiamenti nel comportamento di coloro che hanno frequentato con maggiore assiduità e soprattutto partecipando attivamente. Si è notato in particolare maggiore velocità e precisione nell’esecuzione degli esercizi, apertura e condivisione del proprio vissuto e dei problemi sul lavoro, trasferimento nelle attività lavorative di alcuni comportamenti cognitivi appresi per mezzo degli strumenti Feuerstein (es. pianificazione).
Nella seconda fase si sono osservati altri micro cambiamenti: maggior controllo dell’impulsività, migliore capacità di pianificare, uso degli aiuti che vengono forniti, aumento della memoria, più consapevolezza della propria situazione e sicurezza di sé. Una corsista in particolare, che ha frequentato assiduamente e con interesse, ha imparato a raccogliere informazioni in modo sistematico, ad utilizzare con una mediazione ravvicinata più informazioni contemporaneamente, a controllare l’impulsività, a riconoscere e descrivere le emozioni che prova più frequentemente, ad usare strategie per affrontare le difficoltà. Ha riconosciuto che è possibile modificarsi e ha iniziato a proiettarsi in un futuro diverso.
Per le corsiste i problemi permangono, ma si sono riscontrati dei micro cambiamenti, in alcuni casi più significativi, che ci inducono a ritenere che il metodo Feuerstein sia efficace anche nel campo delle malattie mentali, ovviamente dovrebbe essere applicato per un periodo più lungo, in maniera sistematica e rigorosa.

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Dallo Studio al Feuerstein Institute

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Lea Yosef al lavoro

Sono appena tornata da un viaggio in Israele, dove ho avuto la possibilità di praticare la valutazione dinamica LPAD presso il Feuerstein Institute di Gerusalemme, con la supervisione della dottoressa Lea Yosef, una delle principali collaboratrici di Reuven Feuerstein e massima esperta in materia.
La valutazione dinamica non assegna numeri e non emette sentenze, non quantifica ma descrive in modo estremamente approfondito il comportamento cognitivo della persona, andando ad esplorare non solo ciò che è in grado di fare ora, ma anche quello che può fare con la giusta mediazione e come. Chi valuta intraprende un viaggio nella mente del ragazzo e acquisisce numerose informazioni nei campi dell’astrazione, della memoria, della spazialità e dell’organizzazione, allo stesso tempo la valutazione è terapeutica per il destinatario. Costui infatti non si sente giudicato, bensì coglie l’occasione per imparare strategie di apprendimento più efficaci e per conoscere meglio il suo funzionamento cognitivo, andando ad acquisire maggiore consapevolezza e autostima. Il terapista alla fine della valutazione avrà gli strumenti per impostare il percorso di potenziamento più adatto al caso, il ragazzo ne uscirà più “forte” sia dal punto si vista cognitivo che emotivo e sarà più motivato a collaborare.

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Un momento di mediazione

Abbiamo seguito due ragazzini di 11 e 13 anni, entrambi dislessici seppur con caratteristiche estremamente diverse. Uno dei punti di forza del Metodo Feuerstein è il non considerare il disturbo nella sua globalità, bensì di analizzarlo attraverso una moltitudine di funzioni cognitive (es. pianificazione, classificazione, controllo dell’impulsività …) che possono essere carenti o efficaci in ognuno di noi. Se diciamo “questo bambino è dislessico”, difficilmente applicando un “pacchetto predefinito” di esercizi otterremo un risultato, diversamente se sappiamo che “questo bambino è dislessico e le funzioni cognitive di Orientamento Spaziale (considerata come sequenzialità ) ed Esplorazione Sistematica sono carenti”, allora avremo un’idea chiara di dove andare a lavorare e potremo pianificare un percorso su misura, da cui il bambino potrà trarre maggior beneficio. Le potenzialità di un metodo analitico che considera la persona nella sua individualità piuttosto che per la sua patologia/disturbo sono state lampanti confrontando questi due ragazzini, che hanno sì delle difficoltà comuni, ma il cui comportamento cognitivo risulta in gran parte molto diverso.
Oltre al lavoro con i ragazzi e alle lezioni, è stato di grande interesse osservare l’organizzazione dell’Istituto, attivo su larga scala in varie direzioni: due interi piani sono dedicati ai percorsi individuali con educatori, psicologi, logopedisti, terapisti occupazionali e fisioterapisti, che praticano il Metodo Feuerstein ognuno nel proprio ambito professionale, questo a documentare la flessibilità e trasversalità del programma di arricchimento strumentale. Oltre a moltissimi bambini e ragazzi israeliani, tra i clienti ci sono bambini di tutto il mondo che seguono percorsi intensivi della durata di qualche settimana. Altri corsi sono rivolti a giovani adulti per facilitare l’inserimento lavorativo, momento delicato dove vi sono difficoltà di apprendimento.
Il Feuerstein Institute ha inoltre al suo interno una scuola speciale: in Israele purtroppo non esiste un sistema inclusivo, come Feuerstein auspicava, che permetta a tutti di accedere alla scuola “normale”, vi sono invece le “scuole speciali” specifiche per vari disturbi. Ci sono però bambini che non vengono ammessi nemmeno in queste ultime, la scuola speciale del Feuerstein Institute è rivolta a loro.
Ho avuto l’opportunità di parlare con il preside di questa scuola, che me ne ha descritto l’organizzazione, a mio parere esemplare.
Le attività svolte con i bambini più difficili all’inizio sono attività ludiche, che non contemplano l’uso degli strumenti, a volte sono le stesse che si praticano anche in altre scuole, una differenza fondamentale è che presso il Feuerstein Insitute si tengono sempre in mente le funzioni cognitive. La scuola ospita quaranta allievi, ognuno ha un’insegnante individuale, tuttavia si lavora sempre in gruppo intorno ad uno stesso tavolo, non c’è isolamento. I gruppi sono composti da bambini con funzionamento cognitivo e difficoltà di tipo diverso, ognuno ha più qualità in un’area piuttosto che in un’altra, così che ognuno può imparare dagli altri e trasmettere qualcosa di positivo. Frequentemente viene organizzata la mediazione tra pari, i bambini più bravi in un settore insegnano agli altri e hanno l’opportunità di sentirsi importanti e utili.

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Il Feuerstein Institute

La mediazione del significato, fondamentale in Feuerstein (il bambino deve essere sempre consapevole di quello che sta facendo e comprenderne il motivo) viene attuata attraverso la passione che l’insegnante trasmette. Per certi bambini è difficile rispondere alla domanda “Perché questo è importante per te?”, l’importanza di un’attività viene recepita nell’entusiasmo del mediatore (educatore). Gli insegnanti devono avere passione, aderire a un sistema di credenze (Tutti sono modificabili, Questo bambino è modificabile, Io posso modificare questo bambino, Io sono modificabile, La società è modificabile) e, variabile importantissima, devono lavorare duramente. Feuerstein, quando gli si presentava un bambino con grandi difficoltà, non diceva né “Lascia stare, non avere aspettative”, né “Certamente cambierà”, bensì “Bisogna lavorare duramente affinché cambi”. Passione, competenza e duro lavoro sono gli ingredienti per la modificabilità.
Dove c’è maggiore rigidità il cambiamento non si vede né dopo una settimana, né dopo un anno, per cui bisogna avere pazienza e continuare a lavorare. Quando qualcosa inizia a cambiare, non va mai sottovalutata, perché un cambiamento irrilevante ai nostri occhi può essere per il bambino qualcosa di molto grande, scintilla della modificabilità.
(Testo a cura di Nicoletta Bosco)

 

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Storie personali

Storia di E.

 

Siamo i genitori di E., un ragazzino di 11 anni che sta frequentando – con successo – la 1° media.
La nostra “avventura” inizia circa a metà anno della 3° elementare, quando le maestre cominciano a riportarci, sempre con maggiore frequenza, episodi in cui il bambino non sta seduto al banco, si alza dal suo posto per andare a chiacchierare e/o a disturbare gli altri compagni, reagisce in modo eccessivo ai “dispetti”, perde facilmente la concentrazione non riuscendo a seguire per lunghi periodi il lavoro che viene svolto in classe. All’inizio abbiamo pensato si trattasse di una fase della crescita e, se pur tenendo E. “sotto controllo” parlando e ragionando con lui, abbiamo lasciato finire l’anno scolastico.
Con l’inizio della 4° elementare, però, la situazione si è ripresentata ed ai fenomeni già segnalatici si è aggiunto il “rifiuto dell’autorità”, autorità da E. identificata nelle maestre. A questo punto abbiamo deciso di prendere in mano la situazione e di capire quale fosse il motivo del disagio di nostro figlio (teniamo a precisare che ci rendevamo conto che E. si accorgeva di non riuscire a controllare le varie situazioni che gli si presentavano e ne soffriva, in modo sincero e trasparente). Ci siamo recati alla U.S.L. ed alla nostra interlocutrice abbiamo riportato quanto ci veniva detto dalla scuola chiedendole semplicemente cosa potevamo fare per aiutare E.. Abbiamo fatto tutta una serie di test che sono durati quasi tutto l’anno scolastico in corso, ma alla fine siamo arrivati ad una diagnosi e quando ce l’hanno letta ci sembrava di avere E. davanti agli occhi nelle sue varie manifestazioni. Sostanzialmente non riusciva a controllare la sua impulsività e questo influiva sugli altri aspetti del vivere in un contesto sociale.
La domanda successiva è stata: “E adesso cosa facciamo?”. La U.S.L. ci ha parlato di uno studio (lo Studio per l’Apprendimento Mediato, a Udine) che avrebbe potuto essere adatto alla “problematica” di E. spiegandoci il metodo di lavoro ed, a grandi linee, il significato di METODO FEUERSTEIN da loro utilizzato. Al primo appuntamento quello che ha colpito sia noi che nostro figlio è stata la frase “Tutti possiamo migliorare”. Si tratta di quelle sensazioni di pelle che non sai spiegare ma che ti dicono che sei sulla strada giusta. E così abbiamo iniziato a lavorare insieme. Il primo anno (e quindi siamo in 5° elementare) abbiamo tenuto una frequenza bisettimanale e già verso la primavera le maestre hanno cominciato e vedere dei sensibili cambiamenti in positivo in E., soprattutto lo sforzo tangibile di controllarsi e la richiesta di aiuto all’autorità – prima contestata – quando si accorgeva di non riuscire a farcela da solo.
Durante l’estate, quindi in una situazione di “relax”, ci siamo goduti i progressi fatti: E. accettava il confronto, il ragionamento, la logica ed era più sereno e con lui anche noi.
Tutti sapevamo comunque che la vera “prova del nove “ sarebbe stato l’inizio del nuovo anno scolastico in quanto il passaggio elementari – medie porta con sé grandi cambiamenti. Da subito E. ha dimostrato di trovarsi bene nella nuova struttura scolastica e tutti noi percepivamo che aveva preso il suo “nuovo lavoro” molto sul serio e con grande responsabilità. Di comune accordo con la dott.ssa Nicoletta Bosco che lo aveva seguito sino a questo momento, abbiamo deciso di continuare gli incontri ma solo una volta a settimana come dimostrazione del voler dargli fiducia. Siamo stati ampiamente ripagati: al primo incontro genitori – docenti tutti gli insegnanti ci hanno parlato di E. come di un ragazzino responsabile, propositivo, preciso e puntuale nei compiti, attento. Noi genitori eravamo commossi, con le lacrime agli occhi.
Ad oggi stiamo continuando il nostro percorso perché, come in tutti i ragazzi che crescono, le cose si evolvono e si modificano ma con E. sereno – e noi di conseguenza anche – ogni nuova piccola o grande difficoltà viene affrontata, “smontata” e superata……………….e l’atmosfera in famiglia è gioiosa.
In conclusione noi possiamo dire, perché lo abbiamo provato sulla nostra pelle, che TUTTI POSSIAMO MIGLIORARE senza stravolgere la nostra personalità (E. è rimasto il ragazzino vivace, entusiasta e dai mille interessi di sempre).

 

Storia di Silvana

a cura della prof.ssa Loredana Alajmo

Un giorno mi telefonò una signora che aveva letto un breve articolo sul Metodo Feuerstein e mi chiese un appuntamento. Quando arrivò mi sembrò una persona molto provata, esaurita e cominciò, con grande emotività, a raccontarmi del suo problema: la figlia.

Da piccola alla bambina era stato diagnosticato un lieve ritardo mentale, non avevano mai voluto, sia lei che il marito che si avviassero le pratiche per il riconoscimento del problema e per ottenere un insegnante di sostegno, ma nella scuola privata che aveva frequentato era stato richiesto l’intervento di un educatore. Dopo le scuole medie venne mandata, contrariamente ai consigli degli insegnanti, come ho saputo poi dagli stessi, a frequentare una scuola professionale in un’altra città e quindi in collegio. Concluso questo ciclo scolastico che Silvana (il nome è di fantasia) aveva vissuto con grande sofferenza, da circa sei anni era a casa e la mamma le faceva prendere qualche lezione da un’insegnante e cercava di tenerla occupata.

Le chiesi di incontrare la ragazza e qualche tempo dopo la accompagnò.

Silvana mi sembrava una statua, nessuna espressione, nessun segno di emozioni nel viso, rigida nei movimenti, si muoveva a scatti, non aprì bocca. La mamma non volle che io facessi una valutazione dinamica che sarebbe stata utile per comprendere il funzionamento cognitivo della ragazza, però acconsentì ad accompagnarla da me una volta alla settimana.

Pur presentando diverse carenze cognitive, Silvana dimostrava di avere delle potenzialità ma era bloccata da demotivazione, da assuefazione alla sua condizione, quasi da apatia, che non le permetteva di esprimersi.

Nel corso degli incontri dimostrava sempre più di avere buone potenzialità, di essere disponibile al cambiamento, di imparare, se opportunamente guidata. Quando la mamma non era presente Silvana pronunciava qualche parola, un po’ alla volta, molto lentamente cominciava a “sciogliersi”.

Cominciavano ad emergere punti di forza che sarebbero potuti essere utilizzati in fase di apprendimento come base di partenza: la curiosità che è un movente efficace e, se sfruttato opportunamente, produce risultati molto positivi, la voglia di migliorare le sue prestazioni, la disponibilità all’impegno ed alla collaborazione, la sensibilità.

Dimostrava di possedere inoltre buone capacità logiche e memoria spontanea che, per mancanza di un utilizzo consapevole di strategie, non venivano interamente utilizzate.

Passo dopo passo si è cominciato a costruire il senso di competenza, teso a rinforzare la sicurezza in se stessa rassicurandola costantemente, ma al contempo conducendola con fermezza ad eseguire correttamente il compito che le veniva assegnato. Iniziammo gradualmente a costruire i concetti astratti: numero, colore, forma, direzione, posizione, dimensione, Silvana si esprimeva verbalmente sempre con maggiore sicurezza e non si muoveva più a scatti se non quando era molto tesa ed in ansia, lo sguardo era diventato più limpido e luminoso.

Dalle conversazioni frequenti e complesse con la madre e, una volta, con il padre, era emersa una situazione familiare molto problematica. Consigliai alla madre di farsi aiutare e le fornii alcune indicazioni che, dopo alcune insistenze, seguì, senza però che si sia verificata alcuna ricaduta sulle relazioni familiari. Insistetti perché Silvana trovasse un’occupazione dicendo alla madre che era giovane per fare una vita da “casalinga”, aveva bisogno di compagnia della sua età, di stimoli cognitivi, di un impegno personale di cui fosse responsabile. Gli interventi sporadici di insegnamento che le venivano impartiti, non costituivano un sistema di vita e, risultando isolati e frammentari, non potevano produrre cambiamenti significativi.

Silvana, al solo sentire nominare un posto dove avrebbe potuto incontrare altri giovani, s’illuminava.

Continuavano gli incontri e la ragazza dimostrava sempre maggiore curiosità, le proposi di seguire un corso Feuerstein di primo livello che tenevo io, sarebbe venuta con me e l’avrei seguita poi durante la settimana, accettò volentieri ed acconsentì anche la mamma, non senza problemi. Qualcuno mi disse che avrei messo la ragazza in difficoltà, che non era in grado…io decisi di correre il rischio, pur avendo un po’ di paura: è questa l’integrazione vera e allora? Venne accolta bene, partecipava con discrezione e… a metà corso intervenne spontaneamente ed a proposito!

Ora Silvana si era sbloccata molto, emotivamente, aveva capito che poteva modificarsi, che era in grado di superare le sue difficoltà, se non del tutto, almeno parzialmente, insomma che avrebbe potuto farcela.

L’ambiente familiare, saturo di tensioni, non le permetteva di dimostrare questo suo cambiamento in casa, però in un contesto diverso appariva evidente. Silvana era molto sensibile soprattutto nelle relazioni familiari che per lei sono quasi le uniche: tono, atteggiamenti, discorsi possono influire pesantemente sulla sua autostima e quindi sulle sue prestazioni. Dopo qualche mese dalla fine del primo livello le proposi di iscriversi al secondo ed accettò.

In famiglia però non riusciva a sperimentare alcun successo perché le si faceva notare sempre quello che non faceva bene e mai il contrario. Le si suggeriva continuamente come comportarsi, cosa dire, cosa fare senza chiedere mai il suo parere e privandola di qualunque autonomia.

Non bisognerebbe dirle cosa fare, ma fare in modo che riesca a fare da sola dandole gli strumenti.

Sempre più convinta che Silvana non potesse stare tutto il giorno a casa trovai un corso in un ambiente protetto ed attento. Lei accolse la proposta con entusiasmo, molto meno la madre che si convinse a fatica. Il corso fu un successo: in relazione con altri giovani, seguita con attenzione rifiorì e soprattutto era felice! Durante il tirocinio previsto dal corso che stava frequentando, la maestra, contenta di lei, del suo impegno, le propose di continuare mediante una borsa lavoro e in attesa come volontaria. Quando me lo dissero piansi di gioia!

Sembra un miracolo, ma non lo è, è il frutto di un duro lavoro cognitivo ed affettivo durato più di due anni. Silvana è cambiata, ha recuperato le sue potenzialità, ne ha sviluppate di nuove, è in grado di lavorare e di essere autonoma.

 

Storia di R.

Siamo i genitori di R. una bambina di 9 anni.

R. per un problema genetico scoperto all’età di circa 4 anni ha avuto un ritardo motorio e quindi esperienziale che si è poi riflesso anche in un lieve ritardo cognitivo, è sempre stata seguita prima da un’equipe di riabilitazione fisioterapica e di logopedia e, successivamente, da una terapista occupazionale fino all’ingresso nelle scuole elementari.

Per lei, viste le difficoltà che incontrava sia a livello verbale che fine-motorio, unite ad un “impaccio” di base nei movimenti, abbiamo deciso per una scuola paritaria che ci assicurava la continuità dell’insegnante di sostegno che ci era stato assegnato dall’ASL.

Durante il “percorso” di R., tramite una delle fisioterapiste che avevano seguito R., ci è stato segnalato la possibile efficacia per migliorarne le abilità cognitive nell’utilizzare il cd. “METODO FEUERSTEIN”, indicandoci lo Studio per l’Apprendimento Mediato a Udine dove alcune di loro avevano frequentato il Pas Standard.

Incuriositi su tale metodologia della quale non avevamo mai sentito parlare, con mia moglie abbiamo scoperto che di lì a pochi mesi sarebbe stato organizzato vicino a casa proprio un corso PAS BASIC cui ci siamo iscritti entrambi per cercare di capirne qualcosa di più e, soprattutto, renderci conto come e se potesse costituire un ausilio per aiutare nostra figlia.

Non è stato semplice rimettersi sui banchi di scuola…. Tuttavia, vuoi per l’interesse personale che ci animava che per la bravura dell’insegnante – la prof.ssa Loredana Alajmo – nel proporre gli argomenti, ci si è aperto “un mondo” ed abbiamo scoperto che l’utilizzo dei diversi strumenti previsti dal Metodo avrebbe sicuramente aiutato R. nella sua crescita come persona in primis e nel suo percorso scolastico poi, e avrebbe “aiutato anche noi ad aiutarla” attraverso l’autoconsapevolezza di tutta una serie di processi logici e mentali che avevamo dato per scontati o sui quali non avevamo mai fatto attenzione capendo soprattutto il ruolo e la funzione della cd. “mediazione”.

Peraltro abbiamo scoperto che anche le maestre delle elementari dove R. frequentava avevano fatto il medesimo corso ci credevano fortemente e, seppure in maniera non continuativa atteso che non erano riuscite a frequentare anche i corsi successivi di approfondimento e di aggiornamento, ne utilizzavano i concetti base e la metodologia di massima con tutti i loro allievi con ottimi risultati.

Compreso pertanto l’importanza del Metodo, dopo averne discusso con l’equipe dell’ASL e con le stesse maestre, abbiamo deciso fare una valutazione dinamica dell’apprendimento dalla prof.ssa Loredana Alajmo e dalla dott.ssa Nicoletta Bosco e, successivamente, iniziare con R. un percorso ad hoc ogni sabato mattina durante tutto l’anno scolastico al fine di farle interiorizzare una serie di strategie di apprendimento, insegnandole ad organizzare la raccolta dei dati e a scegliere la strategia migliore attraverso il confronto e l’elaborazione degli stessi da utilizzare poi per portare a termine la consegna, la cui padronanza si è riflessa poi nel normale percorso scolastico.

Devo dire che i miglioramenti si sono misurati sia qualitativamente che quantitativamente nel tempo e sono stati notevoli abituando R. a fare tutta una serie di processi logici e di ragionamento che effettivamente la stanno aiutando sia in Italiano che in matematica oltre che nelle altre materie.

Inoltre a distanza di oltre 2 anni abbiamo rifatto presso l’Ospedale Gemelli di Roma una serie di test cognitivi per capire l’evoluzione del suo apprendimento e gli stessi specialisti che la seguono da quando aveva 3 anni, hanno mostrato meraviglia per le performance di R., soprattutto nella fase di verbalizzazione, indicandoci loro stessi di proseguire con il Metodo sul quale anche la c.d. “medicina ufficiale” si sta finalmente convincendo dell’efficacia.

A fianco al Metodo Feurstein, nel corso del tempo essendoci state segnalate dalle Maestre una serie di errori ricorrenti abbiamo sottoposto R. anche ad una valutazione con il Metodo COCLITE ed essendo emersa una leggera forma di dislessia e disgrafia, la dott.ssa Nicoletta Bosco ci ha aiutato ad individuare una serie di strategie e di esercizi specifici da utilizzare con R., oltre a “tarare” meglio a sua volta il proprio intervento nel loro incontro settimanale di potenziamento cognitivo.

Devo dire che l’avere preso consapevolezza dell’esistenza di questi Metodi e del loro potenziale ci ha aiutato a capire tutta una serie di dinamiche dell’apprendimento che ci erano ignote e che, vista l’efficacia siamo stati contenti di farle conoscere anche a nostri amici che avevano bambini con situazioni analoghe, oltre a parlarne anche coi nostri genitori che per esempio hanno a loro volta frequentato un Corso Feurstein dedicato agli anziani del quale sono stati a dir poco entusiasti.

Alla fine siamo convinti che Reuven Feurstein aveva proprio ragione: intelligenti si diventa!

 

 

 

 

Copertina

Per docenti: insegnare la storia con il Metodo Feuerstein

“Interroghiamo le fonti” di Loredana Alajmo
prefazione a cura del prof. Reuven Feuerstein

 

“Interroghiamo le fonti” presenta un modo nuovo di insegnare la storia attraverso domande-inchiesta sollecitate dai documenti e dal docente-mediatore secondo l’insegnamento del prof. Reueven Feuerstein, conosciuto in tutto il mondo per l’efficacia del suo metodo didattico.

“Congratulandomi con l’autrice mi auguro che questo scritto abbia ampia diffusione e lo raccomando a tutti coloro che cercano il passaggio tra la teoria e la sua applicazione ai contenuti disciplinari”.
Prof. Reuven Feuerstein

Il libro si può acquistare qua:
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=1051758#.Ux3StJhtTpk.facebook

 

Presentazione di “Interroghiamo le fonti
a cura dell’autrice, prof.ssa Loredana Alajmo

Perché la storia, in genere non piace ai giovani?

Di solito l’insegnamento della storia prevede lezioni frontali, qualche volta lavoro di gruppo che spesso si riduce ad una “ ricerca” su internet, ovvero un’operazione di “copia e incolla”, verifiche scritte e orali. È facile capire che in questo modo non si crea entusiasmo, ma si generano, nel migliore dei casi, acquiescenza e sopportazione. Scriveva Gramsci, nella lettera XXXVI al figlio Delio: “Io penso che la storia ti piaccia, come piaceva a me quando avevo la tua età, perché riguarda gli uomini viventi e tutto ciò che riguarda gli uomini, quanti più uomini è possibile, tutti gli uomini del mondo poiché si uniscono fra loro in società e lavorano e lottano e migliorano se stessi, non può non piacerti più di ogni altra cosa”. Io condivido in pieno questa posizione, la storia mi ha sempre affascinato, soprattutto per l’aspetto della scoperta, della ricerca, della ricostruzione della quotidianità, dell’immaginario. Ma è così anche per i nostri ragazzi? Come dare loro la possibilità di interagire con le fonti, formulando ipotesi, immaginando, costruendo relazioni? Come farli sentire partecipi e protagonisti dei processi storici?

Apprendere non significa ripetere quanto l’insegnante dice, ma costruire un proprio percorso insieme con l’insegnante che deve fornire gli strumenti a tale fine.

La pedagogia della mediazione e gli Strumenti del Programma di Arricchimento Strumentale costringono l’insegnante a porsi continue domande sul suo ruolo di mediatore e sulla sua capacità di rendere gli allievi attivi e partecipi, insomma protagonisti del proprio apprendimento.

Questo modulo didattico è un tentativo di rispondere a queste domande ricostruendo, attraverso l’analisi delle fonti, un aspetto sia pure molto limitato, di storia locale, attuando modalità di lavoro che potenzino una serie di abilità cognitive quali

  • saper fare un piano;
  • raccogliere informazioni attraverso un’esplorazione sistematica;
  • selezionare le informazioni pertinenti da quelle non pertinenti rispetto allo scopo;
  • cogliere relazioni spazio – temporali;
  • collegare vari elementi di conoscenza tra loro e con quanto già acquisito;
  • operare confronti e collegamenti;
  • formulare ipotesi.

In questo modo il potenziamento delle abilità cognitive con il Metodo Feuerstein, procede di pari passo con l’acquisizione dei contenuti disciplinari, imparare diventa anche imparare ad imparare e rimane come acquisizione di un metodo.

Questo è ciò che serve per vivere consapevolmente in una società sempre più complessa ed articolata come è quella del mondo occidentale in cui ci troviamo. Dare gli strumenti per affrontare in modo flessibile i continui cambiamenti a cui si va incontro è compito dell’insegnante mediatore. Scoprire le potenzialità individuali dei giovani che ci vengono affidati e farle diventare “atto” è quanto di più affascinante possa fare un adulto per far crescere i “cuccioli”. Lo strumento che ci permette di realizzarla è la sfida cognitiva che non potrebbe avvenire se non fosse accompagnata da una mediazione affettiva molto forte data dal piacere di condividere un percorso di formazione, di scoperta del sé, di imparare con il gusto della ricerca, del veder crescer sotto i nostri occhi di adulti la mente ed il cuore dei nostri allievi.

libro

Valutazione e trattamento di dislessia e disgrafia

IL METODO CO.CLI.T.E.
Valutazione e trattamento di dislessia e disgrafia

I principi

  • Far lavorare e migliorare la persona con dislessia si può e si deve;
  • L’educazione serve a migliorare le competenze, non ad “aggirarle”, è chiaro infatti che se una funzione non viene esercitata, essa necessariamente peggiora (dunque se non scrivo o se scrivo solo al computer, la mia abilità di scrittura andrà peggiorando);
  • La funzione del terapista è quella di migliorare le capacità della persona, piuttosto che fornire strumenti sostituitivi o ridurre gli impegni;
  • L’autostima non si costruisce con calcolatrici ed esoneri, ma con la percezione del miglioramento delle proprie capacità;
  • Non formarsi oggi vuol dire patirne le conseguenze domani, poiché leggere male impedisce l’accesso ad una migliore strumentalità di lettura e scrittura, preclude il piacere di leggere e comporta spesso sensi di colpa e frustrazione.

Cos’è la sindrome dislessica

La Sindrome dislessica include sempre dislessia, disgrafia e disturbi delle abilità matematiche, anche se in alcuni casi i sintomi si manifestano solo in condizioni di stanchezza o di sollecitazione emozionale.
E’ un disturbo delle funzioni esecutive ovvero disprassia (con interessamento delle funzioni motorie e psico-motorie) ed è sempre associata ad una forma di dislateralità presente o pregressa. La dominanza laterale (dominanza di un emisfero corticale sull’altro) non è infatti sempre perfetta, in moltissimi casi ad esempio vi è una preferenza non netta dell’arto destro o sinistro (destri o mancini non primari). Per la definizione della lateralità è necessario considerare anche l’uso preferenziale di orecchio e occhio. La dislateralità non è favorevole all’esercizio di alcune funzioni che si svolgono nel tempo e nello spazio, quali ad esempio possono essere la lettura e la scrittura. Si individua così un’insofferenza nell’andamento da sinistra a destra, oppure una difficoltà nell’orientare lettere e numeri (scrittura speculare).

Dislateralità

Disprassia
(funzioni motorie e psico-motorie, orientamento nello spazio e nel tempo)

Sindrome dislessica
(dislessia, disgrafia, disturbi delle abilità matematiche)

Non sempre la disprassia comporta la sindrome dislessica.

Non si tratta di un deficit, bensì un disordine, cioè non è una “mancanza”, di tipo quantitativo, ma un disturbo qualitativo (la persona con dislessia sa leggere, ma legge male). Non implica difficoltà nell’associazione suono-segno, dal momento che la persona con dislessia riconosce perfettamente le lettere se presentate singolarmente, il problema si presenta piuttosto all’interno delle parole, ovvero nel procedere sequenziale nel tempo e nello spazio.
La sindrome dislessica coinvolge divere aree, quali la motricità, la memoria, l’organizzazione spaziale e temporale, le sintesi percettive. Si tratta dunque di un disturbo globale, che come tale va trattato, andando ad agire in tutte le aree interessate, non concentrandosi unicamente sulla decodifica di lettere e parole.

Cosa fare?
La valutazione funzionale e il trattamento abilitativo

La valutazione funzionale è ammessa, di norma, a partire dai 5 – 6 anni, età in cui – vista la natura pervasiva della sindrome dislessica – è possibile descrivere il quadro con ampio margine di esattezza e procedere quindi precocemente con il trattamento, evitando potenziali difficoltà e frustrazioni. Indicatore fondamentale della qualità di lettura, scrittura e calcolo è la fluidità, non la velocità, a differenza di altri sistemi diagnostici.
La valutazione funzionale è di natura qualitativa, dunque non misura bensì descrive, fa ricorso all’osservazione ed alla rilevazione dei sintomi primari, secondari e derivati. Si avvale del contributo dei familiari, degli insegnanti e della persona dislessica, pertiene pertanto ad un’azione intersoggettiva.
Risultato della valutazione è un Profilo Dinamico Individuale, ordinato in aree (motoria, percettiva, emotiva, affettiva, del pensiero, comunicativa e sociale) e in ambiti scolastici (lettura, scrittura, abilità matematiche, storia, lingua straniera, adattamento scolastico), con attenzione alla dimensione sia diacronica (pregressa) che sincronica (attuale).
Nel caso in cui l’esito sia positivo, si propone un trattamento abilitativo intensivo, della durata di circa tre mesi, mirato a:

- Successioni: sequenze motorie, percettive, mnestiche, grafo-motorie, linguistiche, di pensiero…
- Coordinamenti prassico-motori
- Lavoro da sinistra a destra
- Lavoro sulla parola intera
- Lavoro sugli enunciati
- Lavoro sul senso dei messaggi verbali, comprensione del testo
- Fluidità esecutiva
- Automatismi esecutivi
- Autoregolazione: rapidità nell’autocontrollo e autocorrezione
- Intenzionalità: consapevolezza del problema, del processo in atto e partecipazione motivazionale
- Autostima: spinta al potenziamento e al miglioramento della qualità della vita.

Le sedute sono accompagnate da indicazioni per la famiglia e per gli insegnanti, che rendono il trattamento più efficace.

Schema dislessia

Per ulteriori informazioni:
www.istitutoitard.it